Community Famiglia e bambini I bambini sono bambini
I bambini sono bambini
Troppo spesso noi genitori pretendiamo dai bambini che si comportino da adulti in miniatura. A volte esageriamo.
- 1Si fa tanto parlare, giustamente per carità, degli abusi sui bambini, ma i bambini spesso subiscono dei comportamenti errati amche per troppo affetto o sollecitudine da parte dei familiari. Ieri ad esempio ho accompagnato mia figlia di nove anni e due sue amichette in bicicletta al parco comunale. E’ bellissimo perché oltre alle solite animazioni c’è una specie di teleferica dove bimbi di tutte le età possono lanciarsi, senza pericolo, in voli a pelo d’erba. Una coppia di nonni, con due nipotine, con l’intento di proteggere le due bimbe da eventuali sbucciature di ginocchia, nonché di evitare prepotenze da parte di bambini più svegli, si è impadronita della situazione. In breve i bambini sostavano sull’attenti in fila indiana attendendo il loro turno e con una faccia imbronciatissima dovevano aspettare il beneplacito dell’adulto per lanciarsi sulla teleferica. Il gioco era completamente rovinato… I rapporti fra i bambini ridotti a zero, la possibilità di esprimere varazioni fantasiose cancellata, il divertimento? Un rimpianto. Ecco. Capisco bene le preoccupazioni di quei nonni. Tuttavia per proteggere le loro nipotine da fantomatici dolori (sia psicologici che fisici) hanno rovinato il pomeriggio a tutto il parco! Viene meno anche la funzione specifica del gioco. Nel gioco (soprattutto quello di movimento) il bambino impara a gestire i rapporti con i suoi coetanei, impara a dosare le forze, conosce e sperimenta i suoi limiti e le sue capacità. Sbucciandosi il ginocchio fa un’esperienza che gli insegnerà prudenza e che lo renderà consapevole del dolore, del suo limite fisico. Ed ecco allora che il compito dell’adulto è quello di vigilare tenendosi in disparte, incoraggiare anche di fronte alla frustrazione di chi non riesce nel gioco, perché è troppo piccolo o non abbastanza coordinato. Giocando a pallavolo con mia figlia e con alcuni amichetti ci rendemmo subito conto che quel particolare bambino era un po’ imbranato. Poco dopo però ci fu chiaro anche il perché! Ogni volta che stava per intervenire sul pallone suo padre entrava nel gioco e cercava di sostituirsi a lui, forse con la buona intenzione di insegnargli, forse con la speranza di fargli fare bella figura, col solo risultato di innervosirsi lui stesso, far innervosire il bambino e ottenendo il risultato diametralmente opposto a quello che voleva. Intanto facendo capire a suo figlio che lo giudicava incapace di cavarsela da solo e oltretutto minando anche il rapporto con il piccolino, che ovviamente non capendo le buone intenzioni del padre, ne vedeva solo l’effetto negativo su se stesso e sull’impressione data agli amici di gioco. Anche mia figlia all’inizio era altamente imbranata e non voleva più frequentare la palestra perché le compagne di squadra la accusavano di far loro perdere le partitelle. Quindi ho proposto a mia figlia di acquistare un bel pallone da scuola volley e ci siamo allenati al parco di modo che potesse impadronirsi del palleggio. Preso coraggio ad un certo punto era lei che reclutava le compagne di scuola e le invitava ai giardinetti per mitiche sfide di volley. Noi genitori dobbiamo essere come la rete dei trapezzisti: essere presenti ma attivi solo nell’emergenza!
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Commenti all'articolo
Già, ma non tutti lo capiscono..